Arta e il Despotato dell'Epiro
Come Arta divenne capitale del Despotato dell'Epiro e cosa ha lasciato.
- Fondazione
- 1205, Michele I Comneno Ducas
- Capitale
- Arta, per gran parte della storia dello stato
- Conquista ottomana
- 1449
- Monumenti
- Parigoritissa, Vlacherna, Kato Panagia, Agia Theodora
Nel 1204, dopo la Quarta Crociata, la «pertinentia de Arta» fu assegnata a Venezia dal trattato Partitio Romaniae. Nel 1205 Michele I Comneno Ducas fondò il Despotato dell'Epiro, con Arta come capitale per gran parte della sua storia. Nel 1227–1230 la capitale fu Salonicco, quando Teodoro Comneno Ducas si espanse.
Il XIII secolo
Intorno al 1259–1260, dopo la battaglia di Pelagonia, Michele VIII Paleologo conquistò Arta a Michele II, che la riprese entro il 1260. Nello stesso periodo furono costruite le grandi chiese: Kato Panagia e Pantanassa da Michele II e la Parigoritissa, nuova cattedrale del Despotato, sotto Niceforo I Comneno Ducas.
Dal XIV secolo alla fine
Nel 1313 un grande incendio distrusse gran parte della città. Nel 1337 Andronico III portò l'Epiro sotto il governo imperiale e nel 1347 la zona passò a Stefano Dušan. Nel 1356 Niceforo II ricostituì il Despotato, con Ioannina capitale. Dopo il 1367 gli albanesi fecero di Arta il centro del Despotato di Arta e nel 1416 la conquistò Carlo I Tocco. Gli ottomani saccheggiarono la città nel 1384 e la presero nel 1449.
