Monumento ottomano

La moschea di Faik Pascià (Imaret)

Una moschea del XV secolo sulla riva destra dell'Arachthos, divenuta anche chiesa e oggi sito archeologico.

Posizione
A circa 1,5 km a nord del ponte, riva destra
Datazione
XV secolo (circa 1455 o 1492–1493)
Costruttore
Faik Pascià, conquistatore di Arta nel 1449
Tutela
Monumento protetto dal 1938

La moschea di Faik Pascià, nota anche come Imaret di Arta, sorge nell'antica località di Marati, vicino a Marathovouni, sulla riva destra dell'Arachthos, a circa 1,5 km a nord del ponte. La guida turistica del comune la considera il più antico monumento ottomano dell'Epiro.

Storia

Fu completata nel XV secolo. Un'ipotesi la data al 1455 circa e un'altra al 1492–1493, sotto Bayezid II, considerata più plausibile. Fu costruita da Faik Pascià, visir ottomano e conquistatore di Arta nel 1449. Il complesso comprendeva bagni, un imaret e una madrasa, ma restano solo la moschea e i bagni vicini. Fu probabilmente costruita sul sito di una chiesa bizantina precedente di San Giovanni Battista. Fu una posizione fortificata nell'assedio di Arta del 1821.

Architettura

La sala di preghiera è quadrata, di 11,5 m per lato, con una cupola e «triangoli turchi» nel tamburo. All'angolo nord-ovest c'è un minareto di mattoni, oggi semidistrutto. La muratura riutilizza materiali di siti bizantini e antichi, tra cui Nikopolis e Ambracia. Il mihrab è sulla parete sud e su quella est restano resti di un'iconostasi, dall'uso successivo come chiesa.

Oggi

Cessò di essere usata come moschea negli anni Venti dell'Ottocento. Dopo l'annessione del 1881 fu per breve tempo trasformata in chiesa cristiana di San Giovanni il Russo. Fu dichiarata monumento protetto nel 1938 e dagli anni Novanta è un sito archeologico, sotto la 8ª Eforia delle antichità bizantine. Gli studi di restauro furono approvati nel 2019 e i lavori furono messi a gara nel 2022.

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